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Franchising inglesi: guida all’apertura di franchise stores a Londra

Se stai pensando di espanderti all’estero e di puntare su franchising inglesi, Londra è una scelta ambiziosa e stimolante. Tuttavia, trasformare questa ambizione in un fatto concreto richiede attenzione ai dettagli: normative fiscali, strutture societarie, condizioni bancarie e peculiarità del mercato locale. In questa guida ti porto passo passo attraverso i principali aspetti da considerare per aprire franchise stores nella capitale britannica, con l’obiettivo di aiutarti a aprire un’attività a Londra in modo consapevole.

Scegliere il franchisor e prepararsi al lancio

La scelta del franchisor rappresenta la base del progetto. È indispensabile valutare la solidità del brand, l’esperienza nei mercati esteri e i risultati dei franchisees già operanti, in termini di margini, tassi di abbandono e tempi di ritorno dell’investimento. Una volta individuato il franchisor idoneo, occorre procedere alla costituzione di una ltd nel Regno Unito (ad esempio una “private limited company”). Il costo ufficiale per l’incorporazione è pari a £50 via online presso Companies House.

Questo importo non include i servizi accessori (contabilità, audit, sede legale, consulenze), i cui costi dipendono dalla complessità del progetto e dalle dimensioni dell’operazione. È richiesto inoltre un indirizzo ufficiale nel Regno Unito (registered office). Se la compagine societaria è costituita da soci non residenti, trustee o strutture fiduciari complesse, l’apertura di un conto bancario UK rischia di risultare molto difficile, in quanto molte banche richiedono chiarezza nella struttura azionaria.

Aspetti fiscali e registrazione IVA (VAT)

Un aspetto cruciale riguarda la normativa sulla partita IVA inglese. Dal 1° aprile 2024, la soglia di registrazione obbligatoria (VAT threshold) è fissata a £90.000 di fatturato imponibile su base rolling di 12 mesi, non più £85.000. 

Se il turnover imponibile supera tale soglia, la registrazione presso HMRC diventa obbligatoria entro 30 giorni. Se invece il fatturato rimane al di sotto, è possibile registrarsi volontariamente, utile per recuperare l’IVA sui costi. È importante monitorare periodicamente il fatturato imponibile e prevedere se il superamento della soglia sia imminente, per evitare sanzioni da registrazione tardiva.

Scelta della location, allestimento e lancio del negozio

Dopo che la società è operativa e (se necessario) registrata per l’IVA, si procede alla fase operativa: selezione della posizione, adeguamento del locale e strategia di lancio del franchise store. A Londra la location può determinare il successo dell’intervento: costi di affitto, visibilità e traffico pedonale variano sensibilmente da zona a zona. Il franchisor, di norma, fornisce linee guida per layout, design e standard operativi. Contestualmente, è necessario ottenere le licenze e le autorizzazioni locali previste dal borough in cui ci si insedia (in particolare se l’attività rientra nei settori food, benessere, salute).

Sfide attese e consigli finali

Nel contesto di franchise businesses, i costi annuali di gestione dipendono fortemente dal settore, dalle dimensioni del locale, dall’ubicazione e dal livello di supporto operativo richiesto. Va ribadito che la soglia VAT da prendere in considerazione è £90.000, non £85.000. È altresì fondamentale evitare strutture societarie complesse: una governance semplice, trasparente e priva di elementi fiduciari può facilitare l’apertura del conto bancario UK e ridurre i rischi operativi.

Per aprire una società a Londra bisogna tenere conto del regime fiscale inglese ed altri aspetti burocratici che garantiscono la costituzione corretta della società. Affidarsi ad esperti nella contabilità inglese come AccountsCo può facilitare la procedura di registrazione e operazione dell’azienda nel Regno Unito.

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