Londra rappresenta uno dei mercati più attraenti in Europa per imprenditori italiani: grande potenziale internazionale, accesso a finanziamenti, networking globale. Tuttavia, “aprire un’attività a Londra” comporta sfide normative, fiscali e operative che vanno conosciute a fondo. In questa guida esploreremo passo per passo tutti gli step chiave: dalla scelta della struttura legale alla registrazione, dal regime per partita IVA UK alla banca, fino ai consigli pratici per partire con l’ottica giusta.
Perché scegliere Londra per la tua impresa
Prima di aprire un’attività a Londra, è utile fare il punto sugli vantaggi e i rischi.
Vantaggi principali
- Accesso al mercato UK e internazionale: la capitale britannica è un hub finanziario, commerciale e tecnologico di primo piano.
- Ambiente favorevole alle start up: presenza di incubatori, venture capital, comunità imprenditoriali internazionali.
- Sistema legale stabile e lingua inglese: ciò riduce alcune barriere, specie per chi ha già familiarità con l’inglese.
- Regime IVA con soglia elevata: dal 2024 la soglia di registrazione per l’IVA è fissata a £90.000 nel turnover imponibile annuo.
- Costi di costituzione contenuti (per quanto riguarda il registro società): la tassa ufficiale di registrazione aziendale (Companies House) è di £50 per via elettronica.
Rischi e difficoltà tipiche
- Apertura di conto bancario inglese: se la struttura societaria è articolata, con azionisti non residenti o fiduciari, molte banche UK rifiutano l’account o impongono controlli stringenti.
- Regolamenti e compliance: normative fiscali, obblighi dichiarativi e requisiti per residenti/non-residenti possono complicare la gestione.
- Concorrenza elevata: in molte nicchie il mercato britannico è già molto affollato.
- Costi variabili di mantenimento (contabilità, revisione, ufficio, consulenze) — non è possibile dare un costo fisso unico
Quale forma giuridica scegliere
Quando decidi di aprire un’attività a Londra, devi selezionare la struttura legale più adatta. Le più comuni sono:
- Sole Trader (imprenditore individuale / ditta individuale): equivalente al libero professionista o ditta individuale in Italia. Meno formalità, ma responsabilità illimitata.
- Limited Company (Ltd): la forma più usata per start up e imprese; responsabilità limitata al capitale versato.
- Partnership / LLP (Limited Liability Partnership): utile se ci sono più soci con partecipazione attiva.
- Compagnia estera registrata come “overseas company”: se possiedi già un’azienda fuori UK e vuoi estendere attività oltreconfine. In alcuni casi è necessario registrarsi come “overseas company” presso Companies House con una tassa di circa £71.
La scelta dipende da fattori quali: grado di rischio, struttura societaria desiderata, numero di soci, regime fiscale, necessità di capitale e flessibilità.
Procedura per aprire una Limited Company (Ltd)
La modalità più usata per aprire un’azienda in Inghilterra, o aprire una start up, è la costituzione di una Ltd. Partendo dalla scelta del nome dell’azienda, dev’essere unico e non in conflitto con altri registrati presso Companies House. Il nome non deve includere parole riservate (es. “Bank”, “Assurance”) senza permessi speciali, e va indicata la forma “Limited” o “Ltd”.
Serve anche avere un indirizzo registrato nel Regno Unito dove ricevere la corrispondenza ufficiale, che deve essere un indirizzo operativo accettabile. Nel caso in cui non si ha una sede fisica, si possono usare servizi di indirizzo virtuale o domiciliatario. Dopo la nomina dei direttori e degli azionisti, stabilendo il capitale sociale minimo e la distribuzione delle azioni, vanno dichiarate anche le Persons of Significant Control (PSC).
Si può registrare l’azienda presso Companies House online, o in forma cartacea, per la costituzione della società. La registrazione per il Corporation Tax va fatta presso HMRC entro 3 mesi dall’inizio dell’attività. Occorre predisporre un bilancio fiscale annuale e la dichiarazione sui profitti, e se il turnover imponibile supera £90.000, bisogna registrarsi per l’IVA (VAT).
Regime IVA (VAT) e contabilità
Uno degli aspetti più rilevanti per chi vuole aprire un negozio a Londra (o qualsiasi impresa che vende beni/servizi) è il regime IVA:
Soglia di registrazione IVA
Dal 1° aprile 2024, la soglia di turnover imponibile per dover registrarsi alla VAT è £90.000 nei 12 mesi precedenti o se prevedi di superarla nei successivi 30 giorni. Quindi non è più £85.000 come in passato. Puoi scegliere la registrazione volontaria se sei sotto la soglia, se ad esempio vuoi mostrare l’IVA ai clienti per dare credibilità o per detrarre IVA sugli acquisti.
Adempimenti IVA
- Emettere fatture conformi alle regole UK (inclusi elementi obbligatori: numero di registrazione VAT, importi imponibili, aliquote).
- Le dichiarazioni IVA (VAT Returns) sono periodiche (mensili, trimestrali o annuali, a seconda della tua scelta/volume).
- Tenere registri contabili digitali conformi al sistema Making Tax Digital per le imprese VAT-registrate.
- L’IVA nette da versare (o rimborsabile) va calcolata e dichiarata entro le scadenze predisposte da HMRC.
Impatti pratici su prezzi e competitività
Al momento della vendita, bisogna valutare se includere l’IVA nel prezzo finale o mostrarla separatamente. In alcuni settori (es. vendita al dettaglio) spesso si inserisce l’IVA “all inclusive” per semplificare l’esperienza del cliente. Se operi con clienti UE, vendite internazionali e regole di “distance selling” possono implicare obblighi IVA specifici nei paesi UE destinatari.
Aspetti fiscali e contabili da considerare
Dal punto di vista contabile, la società è tenuta a redigere bilanci conformi al Companies Act e a depositarli presso la Companies House, ma se la società rientra nei limiti del regime “small company”, con i turnover, gli attivi e il numero di dipendenti entro soglie specifiche, può beneficiare dell’esenzione dall’audit e presentare conti semplificati (come gli abridged accounts) invece dei conti completi. I direttori che percepiscono stipendio devono adempiere con la dichiarazione personale in regime “self-assessment”, mentre i dividendi vengono trattati separatamente secondo le normative UK.
Tuttavia, se la società è parte di un gruppo o se gli statuti societari stabiliscono l’obbligo dell’audit, l’esenzione non si applica. Anche cambiamenti recenti hanno alzato le soglie per le società considerate “small” a partire dal 6 aprile 2025, rendendo più imprese idonee all’esenzione dalle verifiche formali.
Aprire un negozio a Londra: aspetti operativi e logistici
Se il progetto è aprire negozio a Londra (o un’attività con punto vendita), ci sono sfide specifiche da considerare:
- Location e costi immobiliari: affitti, depositi, contratti commerciali locali (lease, rent review).
- Licenze e permessi: secondo l’attività (vendita al dettaglio, ristorazione, somministrazione).
- Regolamenti locali: urbanistici, di sicurezza, salute (Health & Safety), norme igienico-sanitarie se vendi alimenti.
- Importazione / dogana / IVA sulle merci: se porti beni dall’estero, devi considerare dazi, IVA all’importazione e procedure doganali.
- Marketing e presenza locale: devi studiare il mercato britannico, norme per branding, protezione dei marchi, termini commerciali.
- Risorse umane: se assumi personale UK, devi conoscere il sistema di tassazione, contributi pensionistici, contratti lavorativi.
Aprire una società a Londra è una sfida ambiziosa, ma gestibile se si affronta con preparazione, consapevolezza e supporto adeguato. Conoscere le regole su VAT, le difficoltà bancarie per società con azionisti esteri, i costi di registrazione, la compliance contabile e i rischi operativi locali è essenziale, ed affidarsi agli esperti come AccountsCo può facilitare ancora la procedura.