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Club investitori: come funzionano e a chi si rivolgono

I club investitori sono strutture organizzate che raggruppano soggetti (imprenditori, professionisti, family office, investitori individuali) interessati a co-investire in progetti imprenditoriali, startup o società in crescita. Questi club permettono di condividere rischi, competenze e opportunità, favorendo l’accesso a operazioni che singolarmente sarebbero troppo onerose o complesse da realizzare. Nel panorama italiano ed europeo, i club investitori operano spesso come network privati o community di angel groups.

Come operano i club investitori

Il funzionamento tipico di un networking club prevede che i membri segnalino o valutino proposte di investimento, selezionino quelle più promettenti, e partecipino collettivamente al finanziamento. In molti casi, il club ha un comitato interno o un team che effettua la prima scrematura, conduce la due diligence e presenta i progetti al resto del gruppo. In seguito, i membri manifestano interesse individuale e decidono l’ammontare del proprio impegno. Ciascun investitore entra con un ticket definito (che può variare da decine di migliaia fino a cifre più rilevanti) e partecipa alla governance o al supporto operativo, se previsto dal modello del club. Alcuni club investitori fungono anche da “lead investor” coordinando l’accordo con i fondatori e negoziando termini comuni.

Spesso l’idea è che l’investimento non sia solo finanziario: i membri mettono a disposizione rete di contatti, esperienza manageriale e supporto strategico ai progetti finanziati. In certi casi, il club stringe collaborazioni con fondi di venture capital, acceleratori o altri operatori, agendo da ponte tra l’imprenditorialità e il capitale istituzionale.

A chi si rivolgono i club investitori

I club investitori sono rivolti a diversi profili:

  • Imprenditori / founder: chi cerca capitale per avviare o crescere un’impresa (soprattutto startup o scaleup) può rivolgersi a un club investitori per raccogliere capitale da più soggetti qualificati.
  • Investitori con esperienza: soggetti che vogliono partecipare a operazioni imprenditoriali, ma preferiscono farlo in modo condiviso, riducendo il rischio e beneficiando dell’acumen di altri membri.
  • Business angel e professionisti di supporto: spesso membri apportano anche competenze operative, mentoraggio, apertura di contatti e sostegno strategico.
  • Operatori istituzionali / family office: in alcuni casi, operatori più “istituzionali” possono collaborare con club investitori in co-investment, specialmente in progetti innovativi o high growth.

In Italia, un esempio significativo è il Club degli Investitori, uno dei networking clubs con oltre 400 business angel che investono nelle startup, scale-up e PMI innovative. Il club analizza migliaia di proposte all’anno, e i membri partecipano individualmente agli investimenti selezionati. 

Vantaggi e limiti dei club investitori

Tra i vantaggi si annoverano la condivisione del rischio, la possibilità di accedere a investimenti più grandi, l’apporto di competenze e contatti da diversi membri, e la possibilità di ottenere condizioni negoziali migliori tramite la forza collettiva del gruppo. I progetti selezionati sono di solito già filtrati da analisti dedicati, riducendo il carico per ciascun membro nel valutare personalmente ogni proposta.

I limiti includono la necessità di allineare interessi tra i membri (alcuni privilegiano ritorni rapidi, altri crescita di lungo periodo), la complessità nella governance interna del club e nella decisione collegiale, e il potenziale allungamento dei tempi decisionali. Inoltre, ogni membro deve valutare in autonomia la sostenibilità dell’operazione rispetto al proprio portafoglio di rischio.

Aspetti pratici e raccomandazioni per chi vuole partecipare

Chi intende aderire a un club investitori dovrebbe innanzitutto verificare i criteri di ammissione (ticket minimo, esperienza richiesta, presenza in determinati settori). È fondamentale comprendere le regole del club: come vengono selezionate le proposte, chi decide, che diritti/obblighi hanno i membri, e il meccanismo di uscita e liquidità.

Un aspetto importante da valutare è il grado di partecipazione attiva: alcuni club richiedono impegno operativo (mentoring, controllo, supporto), altri sono più passivi. Occorre anche considerare la diversificazione: anche se si partecipa tramite club, è consigliabile non concentrare tutto il capitale in pochi investimenti.

In termini legali e strutturali, è consigliato che il club o i membri definiscano bene i termini societari, il meccanismo di governance, i diritti di prelazione, i diritti di informazione e exit strategy prima di investire in UK. In particolare, quando gli investitori sono stranieri o non residenti, può sorgere complessità legate a tassazione, compliance cross-border e apertura di conti bancari nei paesi di riferimento.

Club investitori: sintesi e vantaggi principali

I club investitori rappresentano uno strumento efficace per mettere insieme capitali, competenze e network con l’obiettivo di sostenere imprese con elevato potenziale. Si rivolgono sia a chi cerca capitale sia a chi vuole investire con maggiore protezione e supporto collettivo. Tuttavia, per capitalizzare al meglio questa forma di investimento, è necessario valutare in modo chiaro regole, governance, livello di coinvolgimento richiesto e coerenza con il proprio profilo di rischio.
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